«Non è accettabile che una paziente oncologica, alla quale viene prescritto un controllo entro pochi mesi, si senta rispondere dal sistema sanitario pubblico che la prima disponibilità è a maggio 2028. Parliamo di persone per le quali il fattore tempo può essere determinante. Non possiamo consentire che il diritto alla cura dipenda dalla possibilità economica di rivolgersi a strutture private».
Lo dichiara il deputato regionale di Sud chiama Nord Matteo Sciotto, primo firmatario di un’interrogazione parlamentare, sottoscritta anche dai deputati Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Andrea Messina, indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore regionale della Salute per chiedere chiarimenti urgenti sui gravi ritardi segnalati nell’accesso agli accertamenti oncologici presso l’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina.
Al centro dell’interrogazione il caso di una paziente seguita in regime di follow-up presso la Breast Unit del Papardo, struttura di riconosciuta eccellenza nella diagnosi e nella cura del tumore al seno. La documentazione clinica del 26 ottobre scorso, sulla base degli esami effettuati il 12 ottobre, prescrive un nuovo controllo entro tre-quattro mesi, con rivalutazione oncologica fissata al 5 febbraio 2027. Tuttavia, secondo quanto segnalato, attraverso il CUP non sarebbe stato possibile prenotare nessuno degli accertamenti richiesti prima di maggio 2028, oltre un anno dopo il termine indicato dallo specialista.
«Siamo di fronte a una situazione paradossale», prosegue Sciotto. «Da una parte il medico stabilisce tempi precisi sulla base delle condizioni cliniche della paziente, dall’altra il sistema sanitario non è in grado di garantire gli esami necessari. Il risultato è che chi può permetterselo paga di tasca propria, nonostante abbia diritto all’esenzione per patologia, mentre chi non dispone delle risorse economiche necessarie è costretto ad aspettare. È una discriminazione inaccettabile che contraddice i principi fondamentali del nostro servizio sanitario».
L’interrogazione richiama anche le disposizioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028, che prevede la prenotazione dei controlli successivi al primo accesso nell’ambito della presa in carico del paziente e agende dedicate alle prestazioni comprese nei percorsi oncologici.
Un’ulteriore criticità riguarda l’organizzazione degli accessi agli ambulatori, dove, secondo quanto segnalato, visite e accertamenti continuerebbero a svolgersi senza appuntamenti distribuiti per fasce orarie, costringendo pazienti fragili, spesso ancora in trattamento, ad attese prolungate nei corridoi.
«Non mettiamo in discussione la professionalità dei medici e degli operatori sanitari del Papardo, né l’eccellenza della Breast Unit», precisa Sciotto. «Il problema riguarda un’organizzazione che rischia di vanificare il lavoro degli specialisti e di scaricare sui pazienti e sulle loro famiglie le conseguenze delle inefficienze del sistema».
Con l’interrogazione si chiede al Governo regionale di avviare una verifica ispettiva sui percorsi assistenziali oncologici del Papardo, accertare quanti pazienti siano in attesa di prestazioni oltre i termini clinicamente indicati, individuare eventuali responsabilità e predisporre un piano di intervento con risorse, obiettivi e tempi certi. Si sollecitano inoltre soluzioni organizzative, anche attraverso il coordinamento con altre aziende sanitarie e strutture accreditate, e l’introduzione di appuntamenti per fasce orarie nel rispetto delle priorità cliniche.
«La Regione deve intervenire immediatamente e fornire risposte concrete. Non bastano piani e annunci se poi un paziente oncologico non riesce a effettuare gli esami nei tempi prescritti. Il follow-up è parte integrante della cura e non può essere considerato una prestazione rinviabile senza conseguenze. Il tempo dei malati oncologici non è negoziabile e il diritto alla salute non può diventare un privilegio riservato a chi può pagare», conclude Sciotto.
